Puntata 8 (maggio 2026). Il drone C2 e le distanze che cambiano tutto
Il 16 maggio ho comprato un drone di classe C2. Il 24 maggio ho fatto il primo volo pensato davvero in sottocategoria A2, e mi sono portato dietro una fettuccia metrica da trenta metri, cosa che con il senno di poi consiglio a chiunque.
Perché il numero "trenta metri", finché resta un numero, non significa niente. Steso sull'erba, invece, è una distanza enorme.
Cosa cambia in mano
La prima differenza non è normativa, è fisica. Passare da 249 grammi a un mezzo di quasi due chili cambia il rumore, la reattività al vento, il tempo che ci mette a fermarsi, il modo in cui lo guardi mentre decolla. Il drone piccolo lo si tratta con una certa leggerezza anche se non si dovrebbe; con il C2 quella leggerezza sparisce da sola. Ha sensori di ostacolo migliori e sta molto più fermo con vento, e questo, paradossalmente, è il vero rischio: ti fa sentire più bravo di quanto sei.
Dal lato dei requisiti, la classe C2 porta con sé alcune cose che il mio C0 non aveva: l'identificazione remota diretta, che trasmette in broadcast locale il codice dell'operatore, il numero di serie, posizione e quota del drone e la posizione del pilota; l'avviso quando ci si avvicina a una zona geografica; e la modalità a bassa velocità, che limita il mezzo a 3 metri al secondo. Il quadro completo dei requisiti sta ne la scheda della classe C2: l'ho letto prima di comprare, e ho controllato l'etichetta fisica sul drone e la dichiarazione di conformità prima di pagare, perché lo stesso modello può esistere in versioni diverse.
I trenta metri, misurati
La regola base della sottocategoria A2 è che devo stare ad almeno 30 metri in orizzontale dalle persone non coinvolte. Scendono a 5 metri se è attiva la modalità a bassa velocità.
Ho steso la fettuccia in un prato per capire cosa sono trenta metri: sono circa la lunghezza di una piscina olimpionica, o due campi da tennis in fila. È molto. La conseguenza pratica è che, in un parco cittadino di sabato pomeriggio, mantenere trenta metri da chiunque è impossibile - non difficile: impossibile, perché le persone si muovono e tu non le controlli.
Su questo ho imparato la distinzione che pesa di più. Una persona non coinvolta è chiunque non partecipi all'operazione e non sia sotto il controllo dell'operatore. Il mio amico che mi tiene la borsa e sa cosa sto facendo è coinvolto. Il ciclista che passa sul sentiero non lo è, anche se mi ha visto, anche se mi ha salutato. Non è la consapevolezza a renderla coinvolta: è il fatto che sia parte dell'operazione e informata dei rischi.
E c'è un divieto che non ha eccezioni in nessuna sottocategoria e per nessuna classe, C0 compreso: mai sopra un assembramento di persone, inteso come una concentrazione da cui una persona non può allontanarsi liberamente. Non esiste una modalità, una classe o un attestato che lo consenta in categoria Open.
Il criterio che nessuno ti dice al bar
La cosa che ho capito più tardi, e che ha cambiato il modo in cui compongo le inquadrature, è che i trenta metri non bastano da soli. All'esame A2 si studia un criterio proporzionale: la distanza orizzontale dalle persone deve essere almeno pari alla quota a cui stai volando.
Il ragionamento è meccanico, non burocratico. Un drone che perde il controllo non cade sulla verticale: più è alto, più tempo ha per spostarsi lateralmente mentre scende, e più lontano può arrivare. Quindi:
| Quota | Persone a 30 m | Esito |
|---|---|---|
| 15 m | 30 m | va bene: il minimo assoluto è già rispettato |
| 40 m | 30 m | non va bene: il criterio proporzionale ne chiede 40 |
| 40 m | 45 m | va bene: entrambi i vincoli sono rispettati |
Le due regole si applicano insieme e vince sempre la più restrittiva. Il risultato, controintuitivo per chi comincia, è che conviene volare basso: a quindici metri di quota il criterio proporzionale è già soddisfatto da qualsiasi distanza sopra i trenta metri, e per giunta le inquadrature basse sono quasi sempre migliori. La spiegazione con gli scenari numerici sta in il criterio proporzionale e la modalità a bassa velocità, ed è il tipo di cosa che si capisce meglio con tre esempi che con una definizione.
La modalità a bassa velocità non è "andare piano"
Questo è il fraintendimento più diffuso che ho sentito in giro, e ci ero dentro anch'io fino a maggio.
La regola dei cinque metri non è "se vai piano puoi avvicinarti". È legata a una funzione certificata del drone, che limita la velocità a 3 metri al secondo ed è un requisito della classe C2. Su un drone senza quella marcatura non esiste, e pilotare con delicatezza non la sostituisce. È il mezzo a doverla avere, non il pilota a doverla promettere.
E anche quando c'è, resta la domanda vera: cinque metri da una persona che non sa che stai per passarle vicino sono davvero una buona idea? Io l'ho usata una volta sola, per riprendere un amico consenziente in un cortile, e la sensazione è stata che il margine per l'errore fosse nullo.
Dove finisce l'A2
L'ultimo pezzo che mi mancava è dove si ferma tutto questo. Con il C2 in A2 posso stare vicino alle persone entro quei limiti; sopra le persone non ci passo comunque. Se avessi bisogno di operare in condizioni più strette - un centro storico, un cantiere con maestranze intorno, oltre i 120 metri di quota - non è più categoria Open: si passa alla categoria Specific, con dichiarazioni o autorizzazioni, e quello è un altro mestiere. La mappa dei confini, con pesi, classi e distanze in una sola tabella, è la tabella completa delle sottocategorie: l'ho tenuta aperta sul telefono per tutto maggio.
Cosa mi porto da maggio
Che l'attestato A2 non è un lasciapassare per volare tra la gente. È un permesso per stare a una distanza precisa da persone che non ti riguardano, con un mezzo che ha caratteristiche precise, e con la responsabilità di misurare - mentalmente o con la fettuccia - invece di stimare a occhio.
A giugno qualcuno mi ha chiesto per la prima volta di volare per lavoro. Ed è lì che è cominciata un'altra serie di problemi.
Due domande che mi sono fatto
A che distanza dalle persone si può volare in sottocategoria A2?
Il minimo è 30 metri in orizzontale dalle persone non coinvolte, che scendono a 5 metri quando è attiva la modalità a bassa velocità prevista dalla classe C2. A questi minimi si affianca il criterio proporzionale studiato per l'esame A2, e vince sempre il vincolo più restrittivo.
La modalità a bassa velocità si può attivare su qualsiasi drone?
No. È un requisito tecnico della classe C2, che limita il drone a 3 metri al secondo ed è certificato dal costruttore. Un drone privo di quella marcatura non può accedere alla regola dei 5 metri, per quanto lo si faccia volare piano.