Puntata 5 (gennaio 2026). Tariffe nuove e buoni propositi
Il 18 gennaio 2026 ho rinnovato l'abbonamento al portale nazionale e ho pagato 7 euro invece dei 6 dell'anno prima. È il tipo di notizia che non merita un articolo, e infatti questo non è un articolo: è un diario, e quel euro è l'occasione buona per fare due conti e prendere una decisione che rimandavo da dicembre.
Le tariffe nuove, in tre righe
Dal 15 gennaio 2026 sono cambiati i prezzi dei servizi del portale. Il quadro, per chi vola come me:
| Servizio | Prima | Dal 15 gennaio 2026 |
|---|---|---|
| Abbonamento Basic (categoria Open) | 6 euro | 7 euro |
| Abbonamento Pro (categoria Specific) | 24 euro | 28 euro |
| QR code del singolo drone, versione base | 6 euro | 7 euro |
| QR code del singolo drone, versione Pro | 96 euro | 112 euro |
Il rincaro medio dichiarato è intorno al sedici per cento, che su sette euro l'anno significa poco e su una flotta professionale significa già qualcosa. Per me la parte utile è stata un'altra: rileggendo le voci ho capito, con un anno di ritardo, che il QR code del singolo drone non mi serve. È facoltativo, serve per funzionalità avanzate che in categoria Open non uso. Quello obbligatorio è il codice operatore, che è l'unica cosa che avevo già. Io ci avevo messo mesi a capire la distinzione tra i due, e ho rischiato di pagare per un servizio che non avrei mai usato.
Nello stesso periodo, per chi lavora in categoria Specific, è successa una cosa molto più grossa: dal 1° gennaio 2026 sono scaduti gli scenari standard nazionali e restano solo quelli europei. Non mi riguarda, ma l'ho annotato perché mi ha fatto capire che questo settore cambia sotto i piedi con una velocità che un hobbista non percepisce.
La decisione: l'A2
A dicembre avevo cominciato a girare intorno a un'idea. Con il drone da 249 grammi in sottocategoria A1 posso fare quasi tutto quello che mi interessa, ma "quasi" comincia a pesare quando vuoi riprendere un cortile, un piccolo evento, una casa da vendere per un amico. Il problema non è mai la quota: è la presenza di persone.
L'attestato A2 è il gradino successivo, e mi ha sorpreso quanto sia più semplice di come me lo immaginavo. I prerequisiti sono tre e li ho verificati uno a uno:
- avere già l'attestato A1/A3 valido - ce l'ho da novembre;
- aver lasciato passare almeno quindici giorni dal conseguimento - abbondantemente;
- autodichiarare di aver svolto l'addestramento pratico in autoformazione, in condizioni operative della sottocategoria A3.
Il terzo punto è quello che mi ha fermato per un mese, e ci torno nella prossima puntata perché merita spazio suo. L'esame in sé costa 31 euro come quello di novembre, ha trenta domande invece di quaranta e si sostiene presso una Entità Riconosciuta invece che sulla piattaforma nazionale. Il riassunto dei requisiti l'ho stampato e appeso vicino alla scrivania, perché a gennaio confondevo ancora i due percorsi.
Il drone che non ho
E qui arriva la parte ridicola. Ho scoperto, mentre facevo i conti, che avere l'attestato A2 e usarlo sono due cose separate.
La sottocategoria A2 nasce per una classe precisa di droni: la C2, che significa massa massima al decollo sotto i 4 chili, identificazione remota diretta, avviso quando ti avvicini a una zona geografica, e soprattutto una modalità a bassa velocità che limita il mezzo a 3 metri al secondo. Non è un'impostazione software che si attiva su un drone qualunque: è un requisito tecnico della classe, certificato dal costruttore.
Il mio drone è un C0 da 249 grammi. Con l'attestato A2 in tasca, il mio drone continuerà a volare in A1 esattamente come prima, perché la sottocategoria dipende dal mezzo, non dal pilota. E un drone senza marcatura di classe sopra i 250 grammi - come quelli che molti amici hanno in casa dal 2020 - sta in A3, lontano dalle aree abitate, e nessun attestato lo sposta di lì.
Quando l'ho capito ho avuto la tentazione di lasciar perdere. Poi ho cambiato idea per un motivo pratico: l'attestato dura cinque anni, il drone lo compro quando ho i soldi, e l'ordine in cui faccio le due cose non cambia il risultato. Studiare adesso e comprare dopo è semplicemente meno stupido del contrario.
I buoni propositi, scritti per essere verificati
Me li sono segnati sul quaderno il 18 gennaio, e li ricopio qui così a luglio potrò vedere quanti ne ho mantenuti.
- Fare l'esame A2 entro la primavera.
- Prima dell'esame, almeno dieci sessioni vere di addestramento in condizioni A3, annotate.
- Comprare un drone di classe C2 solo dopo aver superato l'esame, e solo se ho un motivo concreto per usarlo.
- Smettere di rimandare la lettura delle cose noiose. Il mese scorso l'ho pagata con una batteria.
Nella prossima puntata: cosa vuol dire davvero "autoaddestramento in condizioni A3" quando abiti in pianura e i campi vuoti a 150 metri da tutto sono meno di quanti credi.
Due domande che mi sono fatto
Quanto costa l'abbonamento al portale nazionale nel 2026?
Dal 15 gennaio 2026 l'abbonamento Basic per la categoria Open costa 7 euro l'anno e il profilo Pro per la categoria Specific 28 euro. Il QR code del singolo drone, che in categoria Open non è obbligatorio, passa a 7 euro nella versione base.
Serve un drone particolare per usare l'attestato A2?
L'attestato si può conseguire anche senza possedere il drone adatto, ma i privilegi pieni della sottocategoria A2 si esercitano con un drone marcato in classe C2, cioè sotto i 4 chili e dotato di modalità a bassa velocità. Con un drone privo di marcatura di classe si resta in A3.