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Diario di un aspirante pilotascuola-droni.com

Puntata 3 (novembre 2025). L'esame A1/A3 in un pomeriggio

Portatile acceso su una scrivania di casa in un pomeriggio di novembre, con una pila di fogli stampati, un evidenziatore e un drone spinto sul fondo

Il 23 novembre 2025, di domenica, ho fatto l'esame A1/A3 seduto al tavolo della cucina con la felpa e un tè freddo. Ci ho messo trentotto minuti. Il fatto che sia stato così semplice è, con il senno di poi, la cosa più interessante di tutta la vicenda: perché il mese prima ero convinto che servisse una scuola, un corso serale e qualche centinaio di euro.

Quanto ho pagato, e per cosa

31 euro. Tutto qui, e sono i soldi dell'esame, non del corso.

Il materiale di studio è gratuito: si scarica in PDF dal sito dell'autorità, ed è la stessa edizione del corso che è entrata in vigore nell'autunno 2024. Nessuno mi ha obbligato a comprare niente. I corsi delle scuole esistono, sono legittimi e per qualcuno hanno senso, ma per questo attestato sono un servizio facoltativo - è un punto che nel mio giro di conoscenze quasi nessuno sapeva, e che mi ha fatto risparmiare quanto costa il drone che avevo comprato a settembre.

I 31 euro comprendono quattro tentativi, senza scadenze ravvicinate tra l'uno e l'altro. Questa informazione, letta la sera prima, mi ha tolto metà dell'ansia.

La registrazione si fa sul portale dei servizi web dell'autorità, con identità digitale per i maggiorenni. Non sto a raccontare i passaggi uno per uno, perché sono già elencati altrove meglio di quanto potrei fare io a memoria; dico solo che l'unica cosa che mi ha fatto perdere tempo è stata cercare le credenziali.

Le due settimane di studio

Ho stampato il PDF. Un centinaio di pagine, che ho letto in due passate serali per una decina di giorni, più due weekend.

Le materie sono otto e coprono più di quanto immaginassi: sicurezza aerea, limitazioni dello spazio aereo, regolamentazione, prestazioni umane, procedure operative, conoscenza generale dei droni, privacy e protezione dei dati, assicurazione e security. La parte che pensavo fosse un riempitivo - le prestazioni umane - è quella che mi ha insegnato di più: parla di come si degrada l'attenzione, di cosa succede alla percezione della distanza, di stanchezza e stress. Roba che a ottobre avrei chiamato "filosofia" e che invece descriveva con precisione la sera in cui ho rotto l'elica.

La parte che mi ha fatto sudare è quella sullo spazio aereo, perché è fatta di definizioni che si assomigliano. Ho tenuto un foglio con la tabella delle sottocategorie A1, A2 e A3 e i pesi corrispondenti, e l'ho riscritto a mano tre volte. Non c'è un trucco: si memorizza.

Se dovessi rifarlo, farei una cosa che ho fatto male: studiare per temi, non in ordine di pagina. Sistemare in una sola sessione tutto quello che riguarda le distanze, in un'altra tutto quello che riguarda i documenti. È esattamente l'approccio che ho trovato consigliato - con tempismo perfetto - tre giorni dopo aver superato la prova.

Il punteggio negativo cambia tutto

Questa è la parte che voglio raccontare con precisione, perché è il punto in cui l'esame smette di essere un quiz e diventa una scelta strategica.

ParametroValore
Domande40 a risposta multipla
Tempo60 minuti
Risposta esatta+2 punti
Risposta errata−1 punto
Risposta non data0 punti
Sogliaalmeno 60 punti su 80

Una risposta sbagliata toglie un punto. Una non data non ne toglie nessuno. Questo significa che tirare a indovinare su una domanda di cui non hai idea è, in media, un cattivo affare: se hai davvero il buio totale conviene lasciare in bianco, mentre se sei riuscito a escludere due opzioni su quattro allora rispondere torna a convenire.

Nella pratica: sono arrivato alla fine con tre domande di cui non ero convinto. Ne ho risposte due, sulle quali avevo scartato metà delle opzioni, e ne ho lasciata una in bianco perché non avevo il minimo appiglio. Ho chiuso a 68 punti su 80. Con la strategia opposta - rispondere a tutto per principio - avrei rischiato di scendere sotto la soglia senza guadagnarci nulla.

L'altra cosa da sapere: sessanta minuti sono tanti. Ho impiegato trentotto minuti compresa una rilettura, e non sono veloce. Il tempo non è il nemico.

L'attestato

Il risultato è comparso a schermo appena finito. Il documento è arrivato in formato elettronico, con una validità di cinque anni: alla scadenza si rifà l'esame, non esiste un corso di aggiornamento che eviti la prova. Me lo sono segnato sul calendario del 2030, che scritto così fa un certo effetto.

C'è un dettaglio che a novembre ho registrato senza capirlo: l'attestato A1/A3 è il prerequisito per l'esame successivo, quello A2, e tra i due deve passare un intervallo minimo di quindici giorni. All'epoca ho pensato "a me non serve, il mio drone pesa 249 grammi". Ci sarei tornato sopra a gennaio.

Cosa mi porto da novembre

Il pomeriggio dell'esame è stato l'unico momento dell'anno in cui ho avuto la sensazione netta di aver speso bene un pomeriggio. Non perché l'attestato mi servisse - con il mio drone, formalmente, non mi serviva - ma perché per la prima volta avevo in testa il quadro completo invece di dieci frammenti trovati in rete.

Un mese dopo sarei uscito a volare nella nebbia, dimostrando che sapere le cose e applicarle sono due esercizi distinti.

Due domande che mi sono fatto

Quanto costa l'esame A1/A3 e quanti tentativi include?

Il costo è di 31 euro e comprende quattro tentativi, senza limiti di tempo tra uno e l'altro. Il materiale di studio è invece gratuito: il corso in PDF si scarica dal sito dell'autorità, e nessuno è obbligato a frequentare un corso a pagamento.

Come funziona il punteggio dell'esame A1/A3?

Quaranta domande in sessanta minuti. Una risposta esatta vale +2, una sbagliata vale −1, una non data vale 0. Il massimo è 80 punti e servono almeno 60 punti, cioè il 75 per cento, per superare la prova.