Puntata 10 (luglio 2026). Cosa rifarei e cosa no
Dieci mesi, due attestati, due droni, un lavoro pagato e un quaderno pieno. Il 19 luglio 2026 ho messo in fila gli scontrini e ho fatto il conto che avrei voluto trovare scritto da qualcuno a settembre 2025. Questa è l'ultima puntata: prima i numeri, poi gli errori, poi le tre cose che direi a me stesso di dieci mesi fa.
Il conto, voce per voce
Escludo il costo dei due droni, che dipende da cosa scegli e non è confrontabile. Restano le spese per essere in regola e per imparare.
| Voce | Quando | Spesa |
|---|---|---|
| Abbonamento annuale al portale nazionale | settembre 2025, poi gennaio 2026 | 6 euro, poi 7 euro |
| Assicurazione responsabilità civile, uso ricreativo | settembre 2025 | poche decine di euro |
| Esame A1/A3 (4 tentativi inclusi) | novembre 2025 | 31 euro |
| Materiale di studio A1/A3 | novembre 2025 | zero: è scaricabile gratuitamente |
| Esame A2 (5 tentativi inclusi) | aprile 2026 | 31 euro |
| Aggiornamento della polizza per uso professionale | giugno 2026 | sensibilmente di più della ricreativa |
| Eliche di ricambio, custodia, schede di memoria | tutto l'anno | più di quanto avessi previsto |
Il totale delle voci strettamente obbligatorie, in dieci mesi, sta sotto i duecento euro. È molto meno di quanto pensassi a settembre, quando ero convinto che servisse un corso da mille euro per poter alzare un drone dal prato.
Il punto che ho capito tardi: il costo vero non è in euro, è in tempo speso a cercare informazioni sparse. Se avessi avuto sotto mano il conto completo delle voci di spesa a settembre 2025, avrei risparmiato tre settimane di indecisione e nessun euro. Il che, guardandolo adesso, è comunque un buon affare.
Gli errori, con la data accanto
Settembre 2025 - Ho scelto il drone guardando un solo numero. I 249 grammi risolvono un problema di sottocategoria, non i problemi di registrazione, assicurazione e limiti operativi. E soprattutto non dicono nulla su quanto quel drone sia adatto a te.
Ottobre 2025 - Ho volato tre settimane senza mai aprire la mappa. Per fortuna in una zona bianca. È stata fortuna, non prudenza.
Novembre 2025 - Ho studiato in ordine di pagina invece che per argomenti. Funziona lo stesso, ma è il doppio della fatica.
Dicembre 2025 - Ho lasciato le batterie in macchina a meno due gradi. Uscita bruciata e una lezione permanente.
Gennaio 2026 - Ho quasi pagato un servizio facoltativo credendolo obbligatorio. Il QR code del singolo drone non serve, in categoria Open. Il codice operatore sì.
Marzo 2026 - Questo non è un errore, è la cosa migliore che ho fatto. Quattordici mattine in un campo vuoto a ripetere manovre noiose valgono più di tutti i video guardati in un anno.
Giugno 2026 - Ho quotato il volo invece del lavoro. E ho scoperto la questione della polizza professionale dodici ore prima di volare.
Tre miti che ho creduto anch'io
Il primo: "sotto i 250 grammi non ci sono regole". È falso in modo pericoloso. Sotto i 250 grammi in classe C0 non serve l'esame, e basta. Restano quota massima, contatto visivo, zone geografiche, divieto assoluto di sorvolare assembramenti, registrazione come operatore se c'è una camera, assicurazione.
Il secondo: "il patentino serve solo se ci lavori". La vecchia distinzione tra uso ricreativo e uso professionale non esiste più: il sistema europeo ragiona sul rischio dell'operazione, non sullo scopo. Un volo ricreativo vicino alle persone è più rischioso di un volo di lavoro in mezzo al nulla, e le regole seguono quello.
Il terzo, il mio preferito perché ci sono cascato in pieno: "con l'attestato A2 puoi volare tra la gente". No. Puoi volare a trenta metri dalle persone non coinvolte, cinque se il tuo drone ha la modalità certificata a bassa velocità, e mai sopra un assembramento. Se ti aspetti altro, resterai deluso.
Ce ne sono parecchi altri che circolano da anni: se ti interessa vederli affrontati in fila, dieci miti smontati uno a uno copre anche quelli che io, per pura fortuna, non ho fatto in tempo a credere.
Il contesto, in due numeri
Un dato che mi ha colpito, presentato a marzo 2026 e riferito all'anno precedente: in Italia risultano oltre 148.000 droni registrati e oltre 185.000 operatori, con un mercato professionale intorno ai 168 milioni di euro, in crescita di circa il cinque per cento.
Il numero che dice qualcosa non è il totale, è il rapporto: gli operatori registrati sono molti più dei droni. Vuol dire che una quota enorme di quei numeri è fatta di persone come me, che si registrano, prendono un attestato e volano il fine settimana. Non è un settore di professionisti con qualche hobbista intorno: è quasi il contrario.
Tre consigli a chi parte oggi
Uno. Fai l'esame A1/A3 prima di comprare il drone. Il materiale è gratuito, l'esame costa 31 euro e ti dà il vocabolario per capire tutto il resto - comprese le recensioni, che dopo l'esame leggi in un altro modo. Io l'ho fatto al contrario e ho perso due mesi.
Due. Le prime dieci uscite non sono per fare video. Sono per imparare a volare con il muso verso di te, a rientrare con il vento contro, ad atterrare in un punto preciso. Fatte con un obiettivo per volta e annotate su un quaderno, valgono più di qualunque attrezzatura.
Tre. Decidi dove vuoi arrivare prima di spendere. L'A2 e un drone di classe C2 hanno senso se hai un motivo concreto per stare vicino alle persone. Se il tuo motivo è "un giorno magari", un C0 e l'A1/A3 ti bastano per anni. Il percorso ordinato dei gradini possibili - e di cosa serve davvero per ciascuno - è il percorso completo, messo in ordine, e leggerlo all'inizio ti evita di comprare il gradino sbagliato.
L'ultima riga del quaderno
L'ho scritta il 19 luglio: "Sono diventato un pilota mediocre con delle buone abitudini, e va benissimo così."
Il diario finisce qui. Non perché abbia finito di imparare - la scadenza dei due attestati è nel 2030 e nel 2031, e da qui a lì cambieranno parecchie cose - ma perché la parte interessante, quella in cui non sai niente e lo scopri a pezzi, è finita. Se stai cominciando adesso: la parte confusa dura circa due mesi. Poi passa.
Due domande che mi sono fatto
Quanto si spende davvero per mettersi in regola, drone escluso?
Le voci obbligatorie sono poche: l'esame A1/A3 a 31 euro, l'abbonamento annuale al portale nazionale a 7 euro dal 2026 e l'assicurazione di responsabilità civile, che per uso ricreativo parte da qualche decina di euro l'anno. L'esame A2, se serve, costa altri 31 euro.
Conviene fare l'attestato anche con un drone sotto i 250 grammi?
Non è obbligatorio con un drone marcato in classe C0, ma il materiale di studio è gratuito e l'esame costa 31 euro con quattro tentativi inclusi. È la spesa con il miglior rapporto tra costo e utilità di tutto il percorso, perché il grosso di quello che si sbaglia all'inizio si sbaglia per ignoranza, non per imperizia.